sesso a 3 con i miei due amici

Quella serata fantastica nacque quasi per caso, un po’ per noia, un po’ per voglia di provare qualcosa di nuovo.

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Io, venticinquenne mora all’ultimo anno della facoltà di storia, condividevo l’appartamento a Padova, città dove studiavo, con due ragazzi: Marco, un compagno di corso di Rovigo con un paio d’anni in più e Flavio, una matricola del primo anno di ingegneria, originaria di Catania.
Mi mancava l’ultimo esame prima di poter presentare la domanda di laurea; la tesi era praticamente ultimata e mi mancavano pochi dettagli ma quello stronzo del mio ragazzo mi aveva lasciata all’improvviso. Il mondo sembrò crollarmi addosso: per fortuna Marco, il mio compagno di corso che viveva con me, con il suo approccio filosofico alla vita cercò di consolarmi.
Poche settimane dopo, un fine settimana, Marco decise di non tornare a Rovigo ma di fermarsi con me a Padova: ufficialmente dovevamo preparare assieme l’ultimo esame.
Iniziammo il nostro pomeriggio di studio presto, con un robusto caffè. Mentre Marco mi spiegava le ragioni dell’intervento della Romania nella Grande Guerra, io non potevo staccare gli occhi dal suo petto scolpito e dalle sue braccia vigorose.
Verso sera, intorno alle otto, con la scusa di chiedergli una cosa mi alzai, mostrandogli che sotto la maglietta non portavo il reggiseno e facendogli sbirciare le mie tettone dalla scollatura.
Erano ormai due mesi che non andavo a letto con nessuno e le mie fantasie si erano spinte al limite.
Due minuti dopo, lo stavo baciando, incurante del fatto che eravamo in cucina: Flavio era appena uscito a far festa e non sarebbe tornato prima delle tre del mattino.
Da tempo sospettavo di non essere indifferente a Marco: il fatto che trenta secondi dopo avermi baciato stesse già leccandomi un capezzolo non fece che confermarmi i sospetti.
All’improvviso, mentre ero senza maglietta in piedi davanti a Marco che mi stava leccando una tetta, successe l’imprevedibile: Flavio entrò per prendere il portafogli, dimenticato a casa.
Al contrario di quello che avrei potuto immaginare, non dissi nulla e lo guardai mentre arrossiva. Flavio non si mosse: sembrava ammaliato dalle mie tettone nude e da Marco che me le leccava.
Dopo trenta secondi di irreale silenzio, Flavio fece un passo avanti e fece per baciarmi: non rifiutai, mi eccitava doppiamente l’idea di farlo con due uomini e che uno dei due fosse poco più che un ragazzino.
Li presi per mano e li portai con me, sedendomi sul divano e iniziando ad accarezzare le loro patte.
Non ci volle molto: entrambi lo avevano duro e si abbassarono rapidamente i pantaloni. Io feci il resto, abbassando i boxer.
Guardando Marco, rimasi un po’ delusa: aveva un pene abbastanza normale, molto più piccolo di quanto avevo sognato. Flavio, al contrario, nonostante i suoi diciannove anni aveva un cazzo bello grande ed era completamente depilato.
Iniziai a segarli entrambi, scegliendo di succhiare quello più grosso e invitante.
Marco si abbassò e mi tolse i pantaloni della tuta e il perizoma, iniziando a toccarmi la patatina umida con le dita.
Poco dopo, Marco si abbassò con la testa e iniziò a leccarmela: ero eccitatissima, per la situazione di avere due uomini tutti per me e per il pensiero di poter godere di un cazzone come quello di Flavio.
Marco dimostrò di essere estremamente abile con la lingua, portandomi rapidamente all’orgasmo: gli venni in bocca, riempendolo del mio nettare. Troppo a lungo ero rimasta senza un uomo. Nonostante questo, sentivo di avere ancora voglia: per fortuna, Marco non smise di leccare e poco dopo ero nuovamente pronta per ricevere un cazzo.
Lascia da parte Flavio e scelsi di premiare Marco per la sua abilità, regalandogli un bel pompino per ringraziarlo dell’orgasmo.
Mentre Flavio andava a prendere due preservativi, Marco iniziò a spingermi la testa contro il suo cazzo, invitandomi a continuare.
Non appena Flavio tornò con il preservativo indossato, porse a Marco il condom chiuso: glielo misi io e gli chiesi di mettermelo nella fica.
Mi misi a pecorina e gli chiesi di sbattermi, mentre ripresi in bocca il pisellone di Flavio, succhiandolo.
Poco dopo, invertimmo le parti e fu Flavio a mettermelo dentro, mentre Marco me lo diede in bocca.
Nonostante i suoi diciannove anni, Flavio sapeva muoversi bene: in cinque minuti, venni di nuovo. Poco dopo, Flavio sborrò.
Marco, che si era tolto il preservativo per il pompino, venne sulle mie tette.
Che dire? Due magnifici compagni d’appartamento, sempre pronti a dare una mano quando più mi serve. Approposito, dopo questa magnifica esperienza mi sono iscritta su un siti bellissimo dove sto incontrando parecchia gente 🙂 se ti va cercami qui

 

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