Carmine e Lucia: una scopata extraconiugale improvvisata

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L’incontro al bar

Adoro l’estate, e dopo martedì scorso mi piace ancora di più. Io e Lucia, con la quale sono sposato da quindici anni, andiamo spesso a trascorrere i pomeriggi in una piccola spiaggetta a pochi chilometri da casa nostra; ci piace perché è tranquilla, poco frequentata e, dalla strada più vicina, praticamente invisibile.
Poco distante dal litorale, c’è un piccolo chiosco dove io e mia moglie rompiamo la monotonia del bagnasciuga per una o due birre gelate nell’arco della giornata; l’altro giorno eravamo per l’appunto seduto a uno dei tavolini del baretto quando una giovane ragazza si sedette al banco, lanciandoci un’occhiata fugace.
Lucia, notato lo sguardo della giovane, forse in preda all’alcol che aveva in corpo fece qualche apprezzamento sul bel colorito e le procaci forme della ragazza, che indossava uno striminzito bikini bianco che ne metteva in risalto l’abbronzatura; nel parlarmi, iniziò a farmi un insistente piedino, strusciandosi avidamente e accarezzandomi con il mignolo della mano, appoggiata alla mia coscia, il mio membro, che iniziò a indurirsi.
La giovane, di cui non ho mai saputo il nome, notò le ambigue movenze di mia moglie sotto il tavolo e ci scoccò un altro sguardo, questa volta tra il divertito e il malizioso; mi sembrò di essere in uno di quei filmini porno, tanto più che non riuscivo a capacitarmi del comportamento di mia moglie, che quel giorno era davvero insolito e provocante.

La spiaggia

Lasciati i soldi sul tavolino, Lucia mi prese per mano e, passati davanti alla ragazza e voltatasi brevemente verso di lei, mi condusse verso la spiaggia, in un anfratto particolarmente isolato. Laggiù, senza dirmi una parola, stese la stuoia, ci si sdraiò e mi sfilò il costume, facendo uscire la verga, già durissima; iniziò un lavoro di bocca con una ardore davvero selvaggio mentre, con una mano, si toglieva il reggiseno, mettendo in mostra i suoi piccoli seni, ancora sodissimi nonostante l’età non più tenera. Mentre era ancora concentrata sul mio pene, notai che prese a sorridere con gli occhi, alzando il braccio e stendendo la mano in una direzione. Quando mi voltai vidi avvicinarsi la ragazza del bar che, protesa verso Lucia, ne prese la mano tesa e le si inginocchiò a fianco: non potevo credere ai miei occhi.
La giovane iniziò a succhiare il mio membro, mentre Lucia le sfilava il reggiseno, lasciando scoperti due enormi seni dai bronzei e minuti capezzoli; era uno spettacolo davvero eccitante e dovetti concentrarmi non poco per non venire subito.
Mia moglie aveva il controllo totale della situazione: dopo poco mi fece sdraiare e, bagnata con due dita la figa della ragazza, la fece sedere sulla mia verga, mentre lei si adagiò con il suo meraviglioso sedere sulla mia faccia. La giovane cominciò a cavalcarmi dolcemente, mentre si scambiava tenere effusioni con Lucia, posta proprio di fronte a lei; non mi aveva mai confessato che le piacessero anche le donne e questa scoperta mi fece impazzire, soprattutto quando Lucia, alzatasi in piedi, si avvicinò alla ragazza e, presale la testa, la spinse verso la sua figa, facendosela leccare freneticamente.
Dopo qualche istante, decise che era il suo turno di cavalcarmi e subito mi fu sopra, muovendosi sinuosamente come solo lei sa fare, mentre la giovane prese a baciarle i seni mentre offriva, da dietro, le sue grazie alle mie dita, desiderose di esplorare quel giovane frutto quasi acerbo.

Soli io e lei

Improvvisamente, Lucia prese e se ne andò a fare una nuotata, lasciandomi solo con la giovane donna che, sorpresa e forse un po’ delusa, per un istante restò interdetta, salvo poi riprendere a giocare con la mia verga: il pensiero che mia moglie volesse che facessi sesso da solo con lei mi mandò in estasi e ben presto presi in mano le redini del gioco, mettendo la ragazza gambe all’aria e iniziando a penetrarla con ritmo forsennato.
Le tette della giovane ondeggiavano violentemente sotto i colpi del mio membro: stavo dando il meglio di me e non mi risparmiavo nella vigoria, volevo che lei sentisse con quanta foga e potenza di solito scopavo mia moglie. Con una mano la tenevo per entrambe la caviglie, mentre con l’altra le impartivo qualche sculacciata, lasciando ogni volta un segno bianco sulla sua abbronzatura; ormai lei era all’apice del piacere, e non ci mise molto per raggiungere un poderoso quanto bagnato orgasmo proprio mentre io, tolto in fretta il pene dall’interno di lei, le venni copiosamente sulla pancia.
Lucia, tornata dalla nuotata, fece in tempo a vedere la ragazza, ora inspiegabilmente piena di vergogna, correre via, mentre io mi godevo una sigaretta, grato sia a mia moglie che mi aveva offerto un pomeriggio diverso, che alla giovane, le cui morbide curve da allora non smettono di tormentare i miei pensieri.

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